Santuario

Madonna della Cintura

DP-Madonna_Cintura
Madonna della cintura con Sant’Agostino e Santa Monica

Riguardo la devozione alla Madonna SS. della Cintura vi sono due diverse tradizioni. La prima racconta che l’apostolo Tommaso, giunto troppo tardi a Gerusalemme per assistere alla morte della Madonna, fece aprire il sepolcro per contemplare le spoglie della Madre di Dio; di Maria però trovò solo la cintura che divenne oggetto di speciale venerazione nella cristianità.
La seconda tradizione, invece, riconduce l’origine del culto a Santa Monica, madre di Sant’Agostino desiderosa di imitare Maria anche nel modo di vestire. Questa tradizione, la riprendiamo dal Manuale di Filotea di G. Riva. «La madre di S. Agostino. S. Monica. Fatta vedova del suo consorte Patrizio, e risoluta di imitare Maria SS. ma anche nell’abito, la pregò di farle conoscere come avesse vestito nei giorni della sua vedovanza, specialmente dopo l’Ascensione di Cristo al cielo. La B. Vergine non tardò a compiacerla. Le apparve poco dopo coperta di un’ampia veste che dal collo le andava ai piedi. ma di stoffa così dozzinale, di taglio così semplice, di colore oscuro che non saprebbe immaginare abito più dimesso e penitenziale. Ai lombi era stretta da una rozza cintura di pelle che scendeva fin quasi a terra, al lato sinistro della fibia che la rinfrancava. Indi slacciandosi di propria mano la cintura, la porse a S. Monica, raccomandandole di portarla costantemente, e di insinuare tale pratica a tutti i fedeli bramosi del suo speciale patrocinio. Il primo ad approfittarne fu Il figlio S. Agostino e da lui venne in seguito a diffondersi in ogni ceto di fedeli, specialmente per opera del benemerito Ordine Agostiniano, la cui regola, con poche modificazioni divenne comune a tutti gli ordini religiosi della vita attiva che furono più tardi istituiti. Ora siccome i Papi accordarono ai cinturati la partecipazione ai beni spirituali che sono propri dell’Ordine Agostiniano non che degli altri Ordini che dalla regola di S. Agostino presero la norma dei vivere religioso, è facile comprendere che non v’ ha sacro consorzio in cui possano godersi vantaggi maggiori di quelli che si godono dai devoti della Madonna della Cintura, ond’è che a Pietro re d’Aragona supplicante Clemente X di qualche speciale indulgenza, non altri rispose che queste memorabili parole: Prendete la Cintura di S. Agostino ed avrete tutto quello che bramate.
I numerosi miracoli poi di guarigioni d’ogni morbo, di preservazione d’ogni offesa, e di conseguimento d’ogni genere di favori ottenuti con tale devozione come ha di motto aumentato l’impegno ad ascriversi a sì pia confraternita, così deve impegnare ancor voi a non trascurare un mezzo così facile e sicuro per procurarsi ogni bene così spirituale, come temporale, mediante la fedele pratica di tutto quello che è imposto a tutti gli iscritti, oltre una vita di penitenza di cui è simbolo la cintura, indicando essa il disprezzo del mondo e la mortificazione tutta propria dei cristiano, e la costante disposizione a camminare senza mai arrestarsi,d’una festa speciale nella domenica successiva al giorno di S. Agostino, che è al 28 di agosto. Per partecipare a tanti vantaggi si richiedono tre cose:
1) Farsi iscrivere regolarmente da chi ne ha la facoltà.
2) Portare costantemente la cintura, benedetta all’atto della iscrizione.
3) Recitare ogni giorno la corona di 13 Pater, un Credo, e una Salve Regina».

Un’altra storia è segnalata da uno studioso. Si partirebbe da una leggenda: verso la metà del IV secolo la Cintura si sarebbe trovata a Costantinopoli, ed i Greci celebravano la «festa della cintura della Madre di Dio» il 31 agosto. Nel 1205 da Costantinopoli passò in Francia, a Soissons, dove ben presto le venne tributato un grande culto. La si trova però anche a Monteserrat, a Notre-Dame di Parigi, a Chartres, ad Assisi ed a Prato. I Pratesi le sono particolarmente devoti per le grazie attribuitele e perché è sempre sfuggita alle mani dei «ladri e monaci» che tentavano di rubarla. Nel retro della pagellina di una «Scuola della B.V. della Cintura» troviamo segnalati, oltre all’iscrizione, i seguenti obblighi: «Recitare ogni giorno la corona, od almeno 13 Pater, 13 Ave e 1 Gloria (omessi nella Filotea), ed 1 Salve Regina». Nella corona vengono considerati i 12 articoli dei Credo, e nel 13′ la Cintura quale simbolo dell’umanità di Cristo Redentore. Ciascuno conclude con una invocazione alla Vergine. La devozione si colloca sulla linea degli scapolari e della Medaglia miracolosa.
Anche la Cintura venne ridotta a dimensioni simboliche. Valgono per questa devozione le osservazioni fatte alle sunnominate. La forza sta nel segno e nella preghiera ripetuta e perseverante. Esiste pure una affinità con il Rosario in quanto la preghiera è legata alla considerazione dei misteri cristiani. Degno di nota il richiamo alla penitenza, e più precisamente alla rinuncia delle vanità nel vestire, e conseguentemente a tutte le altre. Titoli quanto mai validi per il nostro tempo e non più oggetto di predicazione. Poiché è una confraternita, ha probabilità di sorgere e perseverare là dove operano religiosi Agostiniani. Dove sussiste canonicamente eretta, andrebbe vivificata e riportata al suo spirito genuino, per non limitarsi alla raccolta della annuale offerta e svuotare la festa stessa.

La cintura nel mondo romano ed in questo contesto in particolare, aveva un valore simbolico ed indicava un legame di sottomissione che comportava una protezione da parte della Madonna nella forma del Patrocinio. La coroncina da recitarsi quotidianamente dai “cinturati” viene interpretata come l’umanità di Cristo che si è sacrificato per gli uomini. Nella iconografia classica questo episodio è abitualmente espresso da una scena che ritrae la Vergine, in alto, tra santa Monica e Agostino in atto di donare la propria cintura: la Madonna appare con il Bambino in braccio.
Spesso l’iconografia è molto simile a quella della Vergine del Rosario e la stessa Cintura si può confondere con il rosario. Come nel caso della Madonna di Pompei, anche la Vergine della Cintura viene sovente raffigurata fra due santi uno di sesso maschile e l’altro femminile. In alcune raffigurazioni l’appellativo di Madonna della Cintura compare assieme a quello di Vergine della Consolazione.
Già nel secolo XV tra gli Agostiniani del nord Italia era venerato il titolo di Nostra Signora Della Consolazione. Nel 1473 a Genova sorgeva una congregazione di osservanza con il titolo Santa Maria della Consolazione. Il Generale Agostiniano Gerardo da Rimini († 1443) il 14 agosto 1439 ebbe confermata la facoltà di istituire Confraternite della Cintura, per individui dell’uno e dell’altro sesso, grazie al decreto “Solet pastoralis Sedes”, di Andrea Montecchio, Vescovo di Osmio e Vicario Generale di Eugenio IV. Lo stesso anno, nella chiesa di San Giacomo Maggiore a Bologna, si istituì una Confraternita della S. Cintura, del Santo Padre Agostino e di Santa Monica. Lungo il XVIII secolo si assiste ad una grande diffusione di confraternite aggregate a quella di Bologna. La confraternita della cintura ebbe gran diffusione nel mondo in maniera particolare dove si sono trovati gli Agostiniani. Anzi, contò tra le sue file parecchi convertiti nei paesi non cristiani: un buon numero in Giappone, colse la palma del martirio.
Nel 1575 iniziò la consuetudine di celebrare la festa di Maria SS. della Cintura nella prima domenica di Avvento. In quella occasione fu il Papa stesso con il suo seguito a presenziare alla processione della Madonna. Successivamente la Santa Sede Apostolica dispose che la festa si celebrasse la prima domenica dopo la solennità di S. Agostino e nel 1914 fu spostata a sabato successivo alla solennità del Santo.
Nel 1724 gli Agostiniani di Spagna ottennero la qualifica di “doppio di prima classe” e questa qualifica fu estesa nel 1805 a tutto l’Ordine Agostiniano. L’ufficio e la messa propria di questo titolo mariano furono riformati sotto il pontificato di S. Pio X. La festa della Madonna della Consolazione comportava anche la solenne processione dei religiosi e dei cinturati. Inoltre nell’ordine Agostiniano la devozione era segnata anche dalla recita della celebre “Coroncina della Madonna della Consolazione”, consistente nella ripetizione per tredici volte del Padre Nostro e dell’Ave Maria che si conclude con il Salve Regina.

2 pensieri riguardo “Madonna della Cintura”

  1. Mi era capitato di vedere in passato la statua della Madonna della Cintura, in una chiesa, ma non ho mai approfondito la storia così bene come l’avete descritta. Ci sono però tante devozioni che si possono fare! A me basta portare l’anello(comperato nel Vs.Santuario) e fatto benedire, che riproduce la fede nuziale di S.Rita da Cascia; mi basta portare al collo la medaglia della Madonna di Lourdes oppure quella della Medaglia Miracolosa e un’altra medaglietta che porta il volto di Madre Caterina di Gesù Bambino. Magari un giorno mi deciderò a seguire anche la devozione della Madonna della Cintura. Grazie per portare a conoscenza queste belle cose.

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