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Castione! una bellissima esperienza giovani

bellissima esperienza!
bellissima esperienza!
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fate della vostra vita un capolavoro!

44 58 60 63 69 70 71 83 86 87 111 115b 118 121 122 151 153 160 163 174 180 182 183 Campo invernale dal 2 al 6 gennaio per adolescenti e pre-adolescenti a Castione della Presolana, comune della provincia di Bergamo, alle pendici del Pizzo della Presolana e del Monte Pora. Insieme a P. Michele, P. Marco e agli animatori i più grandi hanno trattato il tema della “scelta”, mentre i ragazzi delle medie si sono lasciati guidare dalle riflessioni di San Giovanni Paolo II sul fidarsi di Gesù: “Non abbiate paura aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Un grazie di cuore, alle famiglie per la loro compagnia e il loro prezioso servizio.

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Festa della Famiglia

25 GENNAIO 2015

festa della Famiglia
festa della Famiglia

FESTA DELLA FAMIGLIA DI NAZARETH

GUARDANDO A GESU’, GIUSEPPE , MARIA
PREGHIAMO PER LE NOSTRE FAMIGLIE

ORE 10,00 SANTA MESSA
BENEDIZIONE DEGLI SPOSI CHE CELEBRANO UN ANNIVERSARIO
1 – 5 – 10 – 15 – 20 – 25 – 30 – 40 – 45 – 50 – 51- 52 – 53….
Al termine ci salutiamo nel salone Sant’Agostino

ORE 11,30 SANTA MESSA
Adolescenti, ragazzi del Catechismo e le loro Famiglie

1 FEBBRAIO
GIORNATA DELLA VITA

Sabato 31/01 ore 18,00 S. Messa per mamme incinte

Domenica 01/02 ore 16,00 Benedizione dei bambini da 0 a 5 anni

IN OGNI SANTA MESSA RINNOVO DELLE PROMESSE MATRIMONIALI

ATTENZIONE
Chi celebra un anniversario è bene che dia, quanto prima, i nomi in sacrestia

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Il battesimo del Signore

“In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano
da Giovanni per farsi battezzare da lui”.
(Mt 3, 13)

Dal “Commento al Vangelo di Giovanni” di Sant’Agostino Vescovo (In Io. Ev. tr. 6, 5-8)

Il battesimo di Gesù: manifestazione della Trinità

Il Battesimo di Gesù
Il Battesimo di Gesù

 

Il Signore uscì dall’acqua, come leggiamo nel Vangelo: ed ecco che sopra di lui i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba, e fermarsi su di lui; ed ecco una voce dai cieli che diceva: Tu sei il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto (Mt 3, 16-17). La Trinità si rivela qui molto chiaramente: il Padre nella voce, il Figlio nell’uomo, lo Spirito nella colomba. In questa Trinità, nel cui nome furono inviati gli Apostoli, cerchiamo di renderci conto di ciò che vediamo.

Questo vide Giovanni in lui e conobbe ciò che ancora non sapeva. Sapeva che Gesù era il Figlio di Dio; sapeva che egli era il Signore e il Cristo; sapeva anche che egli era colui che doveva battezzare in acqua e Spirito Santo; tutto questo lo sapeva; ma ciò che non sapeva, e che apprese per mezzo della colomba, è che il Cristo avrebbe riservato a sé la potestà di battezzare e non l’avrebbe trasmessa a nessun ministro. E’ su questa potestà, che il Cristo riservò a sé e non trasferì in nessun ministro, sebbene si sia degnato servirsi di loro per battezzare, è su questa potestà che si fonda l’unità della Chiesa, che è simboleggiata nella colomba della quale è stato detto: Unica è la mia colomba, unica è per sua madre (Ct 6, 8). Infatti, o miei fratelli, come già vi ho detto, se il Signore avesse trasferito questa potestà nei suoi ministri, ci sarebbero tanti battesimi quanti ministri, e non si salverebbe l’unità del battesimo.

Prestate attenzione, fratelli. Fu dopo il battesimo del Signore nostro Gesù Cristo, che la colomba discese su di lui e fece conoscere a Giovanni una caratteristica del Signore, secondo ciò che gli era stato detto: Colui sul quale vedrai discendere e fermarsi lo Spirito, come colomba, è lui quello che battezza nello Spirito Santo. Prima che il Signore si presentasse per il battesimo, Giovanni sapeva che è lui quello che battezza nello Spirito Santo; ma è dalla colomba che Giovanni apprende che la potestà del Signore è così personale che non passerà in nessun altro, anche se ad altri darà facoltà di battezzare. (…) Che cosa apprese allora per mezzo della colomba, sì da non dover essere poi considerato bugiardo (allontani Dio da noi un tale sospetto)? Apprese che ci sarebbe stata in Cristo una proprietà tale per cui, malgrado la moltitudine dei ministri, santi o peccatori, che avrebbero battezzato, la santità del battesimo non era da attribuirsi se non a colui sopra il quale discese la colomba, e del quale fu detto: E’ lui quello che battezza nello Spirito Santo (Gv 1, 33). Battezzi pure Pietro, è Cristo che battezza; battezzi Paolo, è Cristo che battezza; e battezzi anche Giuda, è Cristo che battezza.

Se la santità del battesimo dipendesse dalla diversità dei meriti dei ministri, ci sarebbero tanti battesimi quanti possono essere i meriti; e ognuno penserebbe d’aver ricevuto una cosa tanto migliore quanto migliore considera il ministro dal quale è stato battezzato. Perché dunque, se uno viene battezzato, mettiamo, da un tale che è giusto e santo, e un altro invece da uno di minor merito davanti a Dio, di una virtù meno elevata, di una castità meno perfetta, insomma di vita meno santa; perché entrambi i battezzati ricevono la stessa identica cosa se non perché è lui quello che battezza? Allora, come quando battezzano due santi dotati di meriti diversi, la grazia è una e identica, e malgrado il diverso grado di santità dei ministri, non è superiore in uno e inferiore nell’altro; così ugualmente una e identica è la grazia donata dal battesimo amministrato da un indegno, che battezza perché la Chiesa non sa che è cattivo, o perché lo tollera (i cattivi, infatti, restano ignorati o tollerati; come si tollera la pula in attesa che, alla fine, l’aia venga ripulita). La grazia data da questo battesimo è una e identica, e non viene compromessa dall’indegnità del ministro; è sempre uguale perché è lui quello che battezza.